Un tribunale a Novomoskovsk, oblast' di Tula, Russia, ha emesso una sentenza che gli osservatori legali definiscono un precedente: per la prima volta in questa giurisdizione, l'uso di un servizio VPN è stato riconosciuto come circostanza aggravante in un caso penale.
Il caso riguardava un uomo di 24 anni condannato a dicembre a 20 mesi in una colonia penale a regime ordinario per tentato acquisto di droga in quantità considerevole. L'imputato è stato colto in flagrante mentre recuperava droga da un nascondiglio ("kladka").
Lo sviluppo giuridico chiave: l'imputato ha usato un servizio VPN per accedere a un sito bloccato in Russia, dove ha ricevuto le coordinate del nascondiglio. Il tribunale ha espressamente riconosciuto l'uso del VPN come fattore aggravante.
Questo potrebbe costituire un precedente che spinge i tribunali di tutta la Russia a trattare l'uso di VPN in modo più punitivo nei casi che coinvolgono risorse bloccate.
Perché è importante: Questo caso rappresenta una significativa escalation — dal blocco tecnico alla criminalizzazione in certi contesti. Gli utenti di ASMO VPN al di fuori della Russia possono usare il servizio liberamente.


